Voci dal Mondo

L’idea di far nascere questa rubrica, ha come premessa la necessità di estendere e sviluppare le nostre riflessioni oltre l’ambito sociale e culturale a cui apparteniamo, ed al quale abitualmente ci riferiamo.

La radice sociologica, ed in particolare quella  socioterapeutica che ci distingue, non può prescindere dal confronto con altre culture ed altri punti di vista.

Spesso, infatti, la nostra cultura cristallizza ed adotta  le proprie Rappresentazioni come unico riferimento per “leggere” ed interpretare le situazioni che via via si susseguono durante l’esperienza quotidiana (propria ed altrui), dimenticandosi che, in  contesti relazionali e comunicativi differenti, i simboli provenienti dall’esterno possono venire decodificati in maniera diversa, orientando significati a noi immediatamente incomprensibili. Ciò è particolarmente evidente nell’empasse dalla quale cercano di divincolarsi, spesso senza successo, anche gli “addetti ai lavori” quando si trovano ad  analizzare o spiegare comportamenti estremi, come alcune forme di fanatismo islamiche, o più semplicemente di ribellione generazionale.

Indagare, partendo proprio dal senso comune, su quelle che sono le Rappresentazioni -  ed i significati ad esse connesse  - dominanti le varie culture (etniche, territoriali o generazionali) che incontriamo, è anche un modo per avvicinarci all’altro, e  per tentare di comprendere, senza banalizzare  con etichette di comodo,  fenomeni apparentemente incomprensibili ed inconciliabili con le categorie classiche alle quali siamo abituati a riferirci;  questo è anche un primo passo, utile per capire meglio i prodotti della nostra stessa cultura  (es. alcune forme di disagi)  proprio nel momento in cui fossero, ad essa, apparentemente non spiegabili.

 

                                                                           Maurizio Covarelli