MIGRANTEMENTE: media e immigratidi Maurizio Maccaferri
Il tema dell’immigrazione è sempre più un tema di scottante attualità in questi ultimi tempi e trova ampio risalto in tutti gli organi d’informazione. Diversa è la riflessione su come i vari media raccontano e riportano le notizie e i fatti che hanno come protagonisti gli immigrati. Un tentativo di affrontare il tema cercando di fornire un’informazione corretta, priva di pre-giudizi e di quei sensazionalismi di cui le attuali cronache sono piene, ci viene da Migranews, agenzia di informazione on line nata da un progetto finanziato dall’Unione Europea e operante da ormai due anni. Di questa esperienza è stato pubblicato un libro che contiene alcuni degli articoli più significativi, scritti da giornalisti italiani e stranieri, che sono apparsi sul sito dell’agenzia. Il libro si intitola “Migrantemente” e nella sua prefazione Daniele Barbieri, direttore di Migranews, ci spiega quali sono a suo avviso i principali difetti dell’informazione sull’immigrazione in Italia. Il primo, citando il sociologo Marcello Manieri, riguarda il fatto che il tema interessa solo se riconducibile a problemi di ordine pubblico o comunque a difficoltà di convivenza. In secondo luogo ad occuparsi di immigrazione sono quasi sempre i giornalisti che normalmente si occupano solo di cronaca, spesso privi secondo Barbieri di un approccio ad ampio raggio richiesto da una società complessa come la nostra. In terzo luogo, viene a crearsi una complicità tra alcuni media e una parte del mondo politico, che utilizza le notizie su stupri, sbarchi, rapine solo per farne campagne di opinione. In quarto luogo, gli immigrati non vengono quasi mai ascoltati (in altri paesi del mondo occidentale secondo Barbieri non è così). Infine, vi è l’”etnicizzazione” delle notizie (l’albanese che ruba, il marocchino che stupra, ecc.) , oppure la connotazione religiosa, che spesso porta a parlare a sproposito di integralismo. Tutto questo, secondo Barbieri, produce disinformazione, paure, divisione anche fra gli immigrati. Migranews nasce dal tentativo di superare una siffatta situazione cercando di trasformare gli immigrati stessi in fonti, valorizzandoli ove possibile come giornalisti.Migrantemente contiene venticinque articoli suddivisi in cinque sezioni. Nella prima ci si interroga sui motivi che spingono le persone a migrare; nella seconda si parla di diritti negati; nella terza si affrontano tematiche legate alla diversità culturale; nella quarta si parla di cittadinanza italiana e infine nella quinta sezione si prova a dare uno sguardo “esterno/alieno” su ciò che avviene nel nostro pianeta. Dalle riflessioni sociologiche alle rivendicazioni sociali, dalle storie di vita ai racconti di episodi particolarmente significativi, il libro contiene molteplici spunti interessanti. Nell’impossibilità di citarli tutti, ci limitiamo a segnalare due articoli, senza con questo togliere importanza agli altri. Uno è il pezzo di Jean-Leonard Touadi, dall’eloquente titolo “Il destino dell’Africa”. Touadi, già giornalista della rivista Nigrizia, ci dice che è giunto il momento di lasciare agli africani la possibilità di decidere sul destino del loro continente. Denunciando il colonialismo secolare ma anche l’ipocrisia di chi dietro alla volontà di aiutare il continente più povero del pianeta nasconde interessi meramente economici (vedi istituzioni internazionali), Touadi parla di un movimento sociale e culturale crescente che vuole partire dalle proprie origini africane per affrontare la globalizzazione mondiale in maniera più equa. Non si tratta di opporsi ai conquistatori, cioè l’Occidente, bensì di chiedere all’Occidente stesso la rimozione di quegli ostacoli che impediscono all’Africa il pieno sviluppo delle proprie potenzialità. L’altro è l’articolo, molto ironico ma non per questo meno incisivo, di Hamid Barole Abdu e ci spiega quali possono essere gli stratagemmi che una persona di colore che si reca presso una località balneare deve mettere in atto per non essere scambiato per un vù cumprà. L’autore in maniera molto divertente stila una sorta di elenco delle rappresentazioni cristallizzate e stereotipate che la nostra società può avere nei confronti del “diverso”, e alla stessa maniera ridicolizza il tentativo un po’ goffo dell’immigrato di cercare di farsi accettare.Migrantemente raccoglie su un medium tipografico i contributi che singoli appartenenti a diverse culture hanno divulgato attraverso un medium tipicamente neo-orale come internet. Insomma, un esperimento di multiculturalità attraverso la multimedialità, che ci auguriamo continui avere sviluppi positivi. |