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“In movimento Cittadini Società Culture” ARRENDERSI AL PRESENTE E’ IL MODO PEGGIORE PER COSTRUIRE IL FUTURO Il meeting antirazzista di Cecina momento di riflessione sul fenomeno migratorio di Maurizio Maccaferri
Dal 16 al 23 luglio 2005 si è svolta nella località di Cecina, in provincia di Livorno, l’undicesima edizione del Meeting Antirazzista. Organizzato dall’Arci in collaborazione con le Istituzioni locali, regione Toscana in testa, e da tre anni a questa parte anche con la CGIL, il meeting ha voluto essere fin dalle sue prime edizioni un momento di riflessione sul fenomeno migratorio che coinvolge sempre più il nostro paese, mettendo a confronto singoli, associazioni, movimenti che quotidianamente lavorano su queste tematiche. Il titolo dell’edizione di quest’anno, abbastanza emblematico, era “In movimento Cittadini Società Culture” e voleva puntare l’attenzione dell’evento sul fatto che i processi di globalizzazione che sempre più si intrecciano con la nostra società riguardano non solo le attività economiche e lo scambio di merci ma anche e soprattutto il movimento di persone e di comunità. Giungendo nella cittadina toscana ci si rende subito conto della particolarità di questo appuntamento. Cecina infatti è una località balneare della riviera toscana e il meeting si svolge all’interno della pineta che costeggia per alcune centinaia di metri il litorale. Le indicazioni fanno riferimento ad un campeggio, dove alloggiano buona parte dei partecipanti, e quando si arriva a destinazione si ha proprio l’impressione di essere giunti al massimo in una festa estiva di qualche organizzazione giovanile. La struttura è composta da diversi tendoni che ospitano sale dibattiti, punti di ristorazione, bar e bancarelle espositive. Se si da uno sguardo ai partecipanti l’impressione avuta in precedenza muta: accanto ai diversi giovani, italiani e stranieri, alcuni in abbigliamento tipicamente marittimo, si incontrano persone di altre generazioni – tra le quali diversi ospiti provenienti da tutta Europa - e anche esponenti del ceto politico e istituzionale, solitamente in giacca e cravatta. Abitualmente il meeting è frequentato anche da gruppi di minori stranieri – quest’anno vi era un gruppo di bambini rom di Roma – che a Cecina svolgono campi estivi: viene a crearsi così nella comunità che frequenta il meeting un puzzle variegato molto interessante. Lo sguardo al programma chiarisce ancora meglio la natura di questo evento. I dibattiti si alternano ai momenti di approfondimento e alle riunioni e ai coordinamenti di gruppi e reti tematiche, in un continuum che va dalla prima mattinata fino a tarda sera intervallato solo dalle pause per i pasti. La giornata finisce normalmente con concerti e spettacoli, anche in questo caso di artisti italiani e stranieri, accentuando così la dimensione aggregativa e socializzativa. Il visitatore si stupisce per il grado di partecipazione agli eventi: se trovare la sala affollata con centinaia di persone per un dibattito con i maggiori esponenti dei partiti politici sembra abbastanza scontato, non lo è affatto trovare seminari che iniziano alle dieci di mattina altrettanto affollati e partecipati. Come dicevamo, le tematiche affrontate riguardavano i fenomeni migratori, con particolare attenzione verso quelle esperienze di lotta e di contrasto alla discriminazione e all’esclusione sociale dei cittadini non comunitari. Protagonisti, oltre ad associazioni e movimenti della società civile, quegli enti locali che hanno sperimentato con successo buone pratiche di integrazione sociale e che hanno portato avanti con coraggio ed innovazione anche a livello amministrativo. Obiettivo dell’Arci era ed è sempre stato quello di creare una vasta alleanza di attori significativi che operano nel settore per poter affrontare meglio le sfide che vengono dalle nuove forme di cittadinanza presenti nella nostra società, anche a fronte di una legislazione nazionale considerata troppo restrittiva. L’avvio della campagna Diritti senza Confini – contenente alcune proposte volte ad innalzare il livello dei diritti degli immigrati quali il diritto di voto, la cittadinanza per residenza, ecc. – è stato il modo migliore per aprire e stimolare il dibattito tra tutti i partecipanti, in un confronto che poteva partire anche da posizioni diverse. Obiettivo dell’Arci è anche quello di fare ciò in un’atmosfera gioviale e serena, dove l’incontro tra persone e culture differenti costituisce di per sé il primo risultato utile. La consapevolezza diffusa che le cose ancora da fare in questo campo sono indubbiamente tante non ha scoraggiato i partecipanti al meeting perché, come ricordava spesso Tom Benetollo, presidente dell’Arci prematuramente scomparso un anno fa, “arrendersi al presente è il modo peggiore per costruire il futuro”.
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