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ISCHIA Maurizio Maccaferri
Solitamente chi giunge nell’isola di Ischia durante il mese di agosto lo fa per passarvi un periodo di villeggiatura. Gli alberghi sono pieni, le spiagge sono affollate cosi come i ristoranti e i negozi situati prevalentemente nei centri storici dei diversi comuni che compongono l’isola. L’atmosfera abbastanza caotica, che peraltro contraddistingue la maggior parte delle località balneari italiane in questo periodo, fa dimenticare al turista che l’isola è abitata anche in altri periodi dell’anno e che le attività non turistiche proseguono anche durante l’estate. Fuori dal circuito turistico ma pienamente attiva durante i mesi estivi è la cooperativa sociale Kalimera, che lo scrivente ha avuto la fortuna di conoscere durante una breve ma intensa visita lo scorso mese. La cooperativa gestisce due strutture, entrambe situate nel comune di Ischia in una zona immediatamente a ridosso del porto anche se lontano dal lido, dagli alberghi e dai negozi. La cooperativa è nata con l’intento di dare risposte a forme crescenti di disagio che sono sempre meno inquadrabili secondo le categorie tradizionali; disagio che lentamente abbandona la visibilità in posti pubblici per insinuarsi nella vita quotidiana di tante famiglie. A tal scopo sono stati creati un gruppo appartamento, casa residenziale destinata ad utenti affetti da varie forme di disabilità, e un centro polifunzionale per attività extrascolastiche, destinato tendenzialmente a bambini che frequentano la scuola primaria. Comune alle strutture è l’utilizzo dell’approccio socioterapeutico, ideato da Leonardo Benvenuti, che trova nell’utilizzo delle conoscenze sociologiche lo strumento principale per la codifica e l’intervento sulle situazioni che definiamo problematiche. Interessante è il sostantivo che da il nome al centro: “ConTatto”, per sottolineare il rapporto che viene subito ad instaurarsi tra l’utente e l’ambiente all’interno del quale viene inserito. La mia visita si è concentrata soprattutto alla struttura dedicata ai bambini, aperta nei mesi estivi nonostante la chiusura della scuole con laboratori creativi e attività di svago e allo stesso tempo di socializzazione. Se il gruppo appartamento è caratterizzato da un programma il cui obiettivo principale è il recupero e/o l’acquisizione di comportamenti socialmente competenti, nel centro polifunzionale si cerca, attraverso azioni educative e formative, di migliorare la capacità di apprendimento degli utenti attraverso il rafforzamento della loro dimensione affettiva verso lo studio. Come recita la brochure che reclamizza le attività della cooperativa, l’obiettivo principale è quello di fornire ai ragazzi occasioni di crescita personale e contemporaneamente aiutare le figure adulte, in particolare quelle genitoriali, a sostenerli nel loro percorso di autonomia attraverso progetti personalizzati. L’impressione è molto favorevole. La struttura, edificio ad un piano che si confonde pienamente con le altre abitazioni dell’isola, è composta da diversi locali, ciascuno attrezzato per lo svolgimento delle diverse attività, e da un ufficio, utilizzato anche per i colloqui individuali. Per essere nel mese di agosto, gli utenti non sono affatto pochi, e manifestano il loro entusiasmo tra un laboratorio di attività manuali e l’attività fisica che si svolge in una piccola piscina. A nemmeno un anno dall’apertura del centro si vedono già notevoli miglioramenti – mi dice Teresa D’Alterio, responsabile del Coordinamento della cooperativa - che sottolinea la forte motivazione del gruppo di operatori (animatori di comunità, educatori, sociologi, psicologi) che quotidianamente animano il lavoro della struttura. Motivazione che emerge nella riunione di coordinamento alla quale assisto, dove, anche in maniera vivace, ci si confronta sulla gestione dei casi individuali e sulle modalità più appropriate per implementare le singole attività. Nonostante l’eterogeneità del gruppo, tutti sono stati formati all’approccio socioterapeutico, e i risultati si vedono nei termini di una comunanza di vedute e di intenti nell’affrontare le varie problematiche. Nel giro di qualche giorno la mia visita si esaurisce. La Cooperativa Kalimera nei giorni successivi avrà uno spazio espositivo in una delle più note e affollate fiere dell’isola. Sarà un’ottima occasionale per pubblicizzare le attività di una bella realtà, esempio di come sia possibile fare impresa sociale attraverso un reale coinvolgimento del territorio e la valorizzazione delle risorse esistenti, anche in zone del nostro paese dove notoriamente è più difficile creare nuove forme di occupazione. |