TUNIS ovvero: CREDIBILITA’ o FIDUCIA?      [APPENDICE n.1]

A Carpi, ottobre 2007: è di nuovo iniziato l’anno scolastico e di Tunis [così chiameremo questo ragazzo di origine tunisina] non si sa più niente da aprile.
Tutto iniziò tre anni fa. Tunis, grande, grassottello, le gambe ad x su piedi piuttosto piatti, era in 1A e “giocava sporco”. Incontrandomi per i corridoi intercettava il mio sguardo e batteva il pugno sul petto: ragazzo di fiducia. Io guardavo il suo viso da bambino tra l’ingenuo e il furbetto. In effetti era sleale e rubava.
Un giorno, inseguito da un codazzo di compagni che gli inveivano contro mi si arrestò di fronte:
     “ Io non ho rubato i dieci euro, ma – sussurrò con viso compiacente e occhi fermi- so dove trovarli”.
Lo seguii nella toilette degli studenti. Lui mise un dito entro un rubinetto e ne estrasse una banconota da dieci euro con la solita espressione furba.
Lo salvai dall’ira dei compagni che manifestavano chiaramente voglia e volontà di suonargliele.

A Bologna, in quei giorni il tema credibilità e fiducia era oggetto degli incontri dei ragazzi in percorso della Comunità terapeutica Casa Gianni e dei loro genitori con Leonardo Benvenuti.
In Quartiere San Vitale, sede del Servizio assistenza tossicodipendenti-SAT,  il ritrovo è al giovedì sera.
Da alcuni anni, come sociologo, sono impegnato nell’AIST, l’associazione italiana di socioterapia di cui Benvenuti è presidente. Per quel che riguarda la scuola si lavora sull’educazione con proposte come Giochi di potere in classe e Giochi di potere a scuola e in famiglia

Io insegno a Carpi, ma sono molto spesso nel capoluogo emiliano.
Il mio primo impegno bolognese riguarda Il Bradipo, rivista di socioterapia e vita quotidiana.
Sul FORUM di: www.ilbradipo.org,  in data 11.12.2005,  compare questo titoletto :

CREDIBILITA’ e FIDUCIA. Boun, boun, caioun: buono, buono, coglione.

Scrive, tra l’altro,  una tale signora  Ottantatre (anni):
“…Quel che conta è essere credibili… Mi interessano i fatti, le azioni che servono, sono utili e aiutano. Il resto è fumo, quando va bene…Buono una volta può essere, due volte passi, alla terza si è solo coglioni…”

Seguono circa  una trentina di interventi di ragazzi di 14, 15 anni. Sono di Tunis, dei suoi compagni, di altri coinvolti nel lavoro.

A Carpi iniziammo, in alcuni colleghi, l’impresa per insegnare a Tunis (e ai compagni) la costruzione di una credibilità conquistata giorno per giorno con un impegno paziente di atti e fatti.
Fu bocciato. L’anno successivo, di nuovo in 1A, avemmo a che fare con una persona diversa. Attenta, diligente, obbediente e, nei limiti, poco manesca.
Decidemmo di premiarlo. Purtroppo ad un mese dalla fine dell’anno scolastico smise di venire a scuola. Madre e figli erano stati trasferiti in una località tenuta segreta per allontanarli dal padre.

Tunis fu promosso.

POST SCRIPTUM.

Una mattina passando in bici per la piazza di Carpi diretto a scuola, incrociai Tunis che stava affrontando un ragazzo più piccolo di lui di statura. Dissi ad entrambi di smettere. Si fermarono.

A scuola poco dopo Tunis mi cercò ansioso di sincerarsi su un dubbio che aveva: “Lei prof, fuori scuola non può!?” Lo rassicurai: “Posso qui, fuori scuola, in piazza, alla stazione….”