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Teletorre19: una televisione innovativa. Come è
possibile che una simile affermazione sia tale, visto che, dal punto di
vista televisivo, tutto sembra già stato inventato e non esserci più
spazio per l’innovazione? Teletorre
19 smentisce proprio quest’ultima ipotesi, capovolgendo la logica che
per essere
geniale bisogna andare oltre: Teletorre, infatti, torna
indietro! In che
senso, si chiederanno i nostri lettori? Domanda che peraltro ci siamo
posti anche noi della redazione de Il Bradipo, che, incuriositi dalla
forma che ha assunto questo strumento comunicativo, abbiamo provato a
verificarne il contenuto, incontrandoci con l’ideatore Gabriele Grandi
(nella foto).
Ma partiamo
dall’inizio, cioè dalla forma.
Teletorre
19 è una televisione a circuito interno – cioè ad uso e consumo di
coloro che sono “dentro” – ad un condominio sito nel complesso
residenziale del Pilastro, quartiere di Bologna notoriamente
problematico (fu tra i suoi vicoli che si consumò la tragedia
dell’uccisione dei tre carabinieri, nel gennaio del 1990).
Tutti gli
appartamenti dello stabile, grazie ad un semplice videoregistratore
collegato all’antenna condominiale, possono ricevere, su un canale
dedicato, le trasmissioni che, 24 ore su 24, propone la redazione della
tv: da un notiziario interno, allo spazio destinato al fai-da-te
condominiale, dalle riunioni condominiali ai film programmati, dai
piccoli problemi quotidiani di convivenza ad uno spazio di attualità e
culturale, ecc.
Ovviamente
non esiste una dimensione commerciale in quanto la gestione è garantita
dalle dedizione di alcuni volontari.
Ed infatti
sono proprio i risvolti sociali quelli evidentemente presupposti e
puntualmente verificati: coinvolgimento e partecipazione di più persone
in un obiettivo comune, nuove relazionalità emotive prima ancora che
strumentali, intrecci generazionali e nuove tessiture non solo
inter-individuali ma anche inter-familiari: in alcuni momenti,
situazioni o problemi che normalmente rimangono entro i confini
familiari, o che, purtroppo, alcune volte si trasformano in conflitti
tra inquilini, vengono risolte grazie ad un coinvolgimento pubblico che
funziona da cornice del problema, alcune volte fornendo spontaneamente
anche soluzioni.
In
effetti, uno strumento che stimoli la comunicazione, assume una funzione
estremamente importante in ambito condominiale.
Quante
volte si sente dire “…basta, è l’ultima volta che perdo del tempo in
riunioni condominiali! Tanto si litiga solo e non si risolve mai
niente!”.
Il problema
in effetti è serio; se si valuta in profondità, la parola stessa, –
con-dominio – rende auto-evidente la sua contraddittorietà e perciò la
potenziale conflittualità con cui essa può prender forma. Dominio
significa (dal dizionario): “potere
assoluto, signoria su persone o cose, controllo; proprietà su qualcosa
con diritto di usarne o di disporne; terreno, territorio su cui si
domina”.
E’ evidente che condividere a priori
con altri quello che alle origini è considerato un privilegio
individuale su una “cosa” presuppone altri aspetti che devono essere
condivisi, primo fra tutti il significato attribuito alla cosa stessa.
E’ evidente la difficoltà e la poca probabilità con cui questa ultima
ipotesi si verifichi, anche perché come sociologi sappiamo quali e
quanti siano i condizionamenti che agiscono sulle rappresentazioni che
motivano le azioni.
In questo contesto, Teletorre19 sembra
acquisire la funzione di mediatore simbolico che garantisce un veicolo
comunicativo tra un qualcosa di “nostro” e la costruzione del
significato collettivo ad esso riferito: questo grazie alla possibilità,
offerta da un linguaggio condiviso, di mettere a confronto e rivisitare
i significati individuali, evitando in parte sterili ed inutili
chiusure.
Vorrei, a questo punto, concludere con un
pensiero personale, che possa servire da spunto per eventuali altre
considerazioni: si era partiti, alcuni decenni fa, con uno strumento
comunicativo frutto dell’esperienza tecnologica, la televisione, che
potesse esaltare il desiderio di estensione dalle capacità sensoriali
dell’uomo oltre lo spazio ed il tempo e, circolarmente, si è arrivati
all’utilizzo dello stesso strumento per potenziare le caratteristiche
comunicative dell’uomo, limitatamente al proprio spazio ed al proprio
tempo: che sia forse questa ultima la vera evoluzione? |