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“UN GIORNALISMO CHE INTERVENGA SULLE COSE E LE FACCIA
CAMBIARE”
I nuovi linguaggi dell’informazione: tra giornalismo
e teatro intrecci inevitabili
di Valeria Magri
Domenica 3 maggio, giornata
mondiale della libertà di stampa, a Bologna, ha avuto inizio la
rassegna “Scene della notizia: la comunicazione del reale tra
fiction e inchiesta”. Noi del Bradipo siamo stati all’appuntamento
di lunedì 4 maggio, una tavola rotonda, ospitata presso i laboratori
DMS di Bologna, condotta da Gerardo Bombonato e Gerardo Guccini e
introdotta da Mauro Sarti, a cui hanno partecipato Gianluigi Gherzi,
Roberto Grandi, Bernardo Iovene, Andrea Purgatori, Stefano
Tassinari, Gabriele Vacis, Wu Ming 1.
Negli ultimi anni in Italia il
teatro si è intrecciato con l'informazione e le inchieste
giornalistiche hanno assunto una caratteristica narrativa e
letteraria. Sono stati creati prodotti letterari e spettacoli
teatrali che raccontano aspetti e fatti della storia e della società
italiana.
Gerardo Guccini afferma che “il
tentativo di creare strade informative originali ha prodotto
intrecci tra pratiche giornalistiche e pratiche teatrali, e sono
nati percorsi trasversali tra inchiesta e teatro. Molto spesso il
contenuto tematico è di tipo informativo e legato ad una indagine”.
“Servono nuovi spazi e nuovi
linguaggi - dice Mauro Sarti - occorre fare un giornalismo
che intervenga sulle cose e le faccia cambiare, un ‘giornalismo
intenzionale’ come sosteneva il giornalista Kapuscinski”.
Gabriele Vacis mette in risalto
la capacità del teatro di “rimuovere ostacoli e vedere le cose
che sono presenti, significa - a suo modo di vedere - ristabilire
principi di realtà, andare a scoprire gli argomenti che non sono
trattati nel momento in cui viene data una notizia”.
Gianluigi Gherzi dice che “siamo
orfani della storia, che è finito il tempo della storia ed è
iniziato il tempo della cronaca. C’è - secondo lui - depauperamento
della realtà ma il teatro restituisce la storia dandole dignità di
vita. Il giornalismo fa ancora informazione o si pone nel consumo
della notizia? - si chiede Gherzi. Ci vuole
una informazione che crei comunità, occorre creare comunità
attraverso il lavoro giornalistico”.
Creare comunità, creare gruppo
attraverso l’informazione. Noi del Bradipo ci abbiamo provato a
raccontare qualche cosa di noi, di ciò che pensiamo rispetto ai vari
temi scelti all’interno delle redazioni. Siamo andati oltre, oltre
la notizia, oltre ciò che abbiamo letto o appreso dai giornali, e
spesso siamo partiti proprio dalle nostre esperienze, raccontandole
e condividendole con gli altri. Un giornalismo appunto
‘intenzionale’ che abbia come obiettivo il cambiamento e la crescita
delle persone. Il gruppo diventa così fonte di apprendimento, di
conoscenza e stimolo alla ricerca personale. Ognuno all’interno del
gruppo trova un suo spazio espressivo e di condivisione,
accoglienza, accettazione e ascolto. Una modalità nuova di fare
giornalismo. Potremmo forse definirlo un ‘laboratorio di
informazione’ in cui si incontrano idee, opinioni, vissuti. Un
giornalismo che esce dagli schemi, dove la notizia è la vita in una
dimensione corale di collettività presente e partecipe.
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