Davanti ad un foglio bianco

di M.C. 12anni

 

M.C. in Sicilia

Qualche volta, anzi molto spesso, durante i miei temi mi capita di non sapere cosa scrivere, e così mi rimane davanti agli occhi quel maledettissimo foglio bianco.

Comincio allora a guardarlo, a girarlo, a stropicciarlo fra le dita e rni verrebbe voglia di stracciarlo, bruciarlo, buttarlo nel cestino, insomma farei di tutto pur di non vedermelo davanti agli occhi. Ma dopo tutto saprei che non risolverei tanto in questa maniera, anzi sprecherei un foglio in più.

Allora mi calmo e comincio a pensare.Non c'è niente da fare, il foglio è sempre lì, bianco più che mai, che mi fissa come cercasse qualcosa da me, qualcosa che io non riesco a dargli pur sforzandomi al massimo

-Perché mi guardi così, perché non mi aiuti tu a trovare quello che mi chiedi fin da quando ti ho trovato davanti a me?- gli chiedo io.

Ma non c'è niente da fare, lui, senza dirmi una parola, immobile mi fissa...

Ormai capisco che per renderlo vivo ho bisogno di una parolina blu in quell'immenso mare bianco. Spremo le meningi per tirarla fuori dalla mia testa povera di idee, inutilmente.

 

"Perché mi fai soffrire tanto con questo tuo comportamento impossibile! Ma in fondo hai ragione, sei nato per essere coperto di parole che io egoista non voglio darti e ti lascio lì nudo"

Sospinto da queste idee, riesco finalmente a scrivere la prima parola: il foglio sorride, è felice adesso, e lo sono anch'io perché so che tutte le mie sofferenze sono finite.

A questa prima parola cominciano a seguirne infinite altre..

E così, dopo poco, il foglio, il mio compagno che grazie alla sua insistenza è riuscito a farmi scrivere qualcosa, comincia a riempirsi di parole.

E così egli, colmo di quelle che aveva tanto cercato, giace lì sul banco.

Dovremmo essere felici entrambi adesso, ma non lo siamo, perché mentre prima avevamo bisogno l'uno dell'altro e ci sentivamo così legati da qualcosa, adesso non lo siamo più, perché tutti e due abbiamo raggiunto il nostro scopo.