Visto A colori

Our mission

(SocioTherapeutic Journalism ovvero: dalla comprensione-alla divulgazione-alla comprensione)

di Leonardo Benvenuti

 

Sociotherapeutic Journalism*

(Sociotherapeutic Journalism or : from comprehension -to divulgation - to comprehension.)
Please, excuse my using an anglicism for describing our experiment of a journalism
which tries to combine the theoretic reflections and the sociotherapy experiences
(see the previous numbers as for a definition of " sociotherapy") to what is the life of our small editorial staff and of the various correspondents who, from time to time want to join our initiative. The need of giving voice to the experiences of the operators and the youth of our centre has ensued from the growing of interest and attentions of those people, who were getting in touch with us. Naturally the experiment will go on until we have funds but, above all, as long as it has the force to aggregate and to interest. S.T. stands for sociotherapeutic and indicates the term through which a change is set with respect to the traditional journalism (largely examined in the schools of journalism) and it concerns the characteristics of sociotherapy and it aims at obtaining a mix, that takes into consideration the following fundamental points:
-the first point is the fact of considering everything as worthy of importance: of course "giving importance"is a typical characteristic of communication and it is a human one.
It is the way of reading our world which attributes its signs the dignity of the symbolic value. Once it was said that if a dog bites a man it is a fact with no importance, but if a man bites a dog this is a piece of news. Following the teachings of one of the master of sociology (N. Luhmann) any communicative item becomes news if the surprising, innovative dimension is shown, and if it is made up so as to be able to give rise to that particular form of reading which may appear new for the beneficiary. I call this process creation and offering of sense.
-the second point is the fact of learning from what you experiment, trying to confirm previous forms of reading or creating some new ones: the ability to learn is a fundamental faculty of the S.T.journalism. This is strictly connected to the capability of reading (traditional or new) the environment, which I spoke about in the preceding point. I call this process development and strengthening of sense.
-the third point concerns the use of sociology and sociotherapy for understanding both the social phenomenons (through the first) and their link to the individual level (through the second): it is the sphere of the sense, of its innovation starting from knowledge as instinctual (biological) process of environmental experience-that is a defining characteristic of all the living organisms-and that is the principal component of common sense which may evolve in specialistic heritage, able to guide innovatively the human acting.
-the fourth point concerns the ability to understand what we get in touch with, beyond our predjudices or thanks to them: our predjudices aren't good or bad in the abstract.
They can change under our eyes, during the cognitive process according to the situations, the moments of reading, our inner emotional states or the level of knowledge we have. The important thing is not deceiving oneself. Self-deception becomes the true trap caused by inner reasons, by conveniences, by calculations or party interests, towards which we have to avoid to adopt a particular insidious mechanism: we know we are lying, we decide to do it and in the end we behave as if we believe in it, that is we end thinking that what we know it is false, it could be true. The process indicated in this point makes the innovations about sense organic and integrated both making modifications to the cognitive tissue we own and developing it.
-the fifth point concerns acting in terms of constant educational relation towards the beneficiaries: it is that communicative relation which let the public opinion grow, side by side, with the developing of a specialistic knowledge, by the function of divulgation, which is a specific characteristic of journalism. From this point of view it becomes a systematic and / or innovative step with respect to the knowledge of common sense which is in possession of a certain population in a precise historical period: thus knowledge becomes a living and vital process, a function of the theoretical developments and of their communication to the members of a certain culture so as to make their acting more and more relevant. This is what we are trying to do in our publication, small as it is, particularly in the survey "The Rosetta Stone" which is surely difficult, but we hope understandable. On-line texts allow each beneficiary to ask for assistance in the explanation of specialistic passages, which should be difficult for him/her. In our opinion, this is integration among the various media.

Giornalismo Socioterapeutico

Mi si perdoni l’anglicismo usato per descrivere questo nostro esperimento di un giornalismo che cerca di coniugare le riflessioni teoriche e le esperienze della socioterapia (disciplina di cui abbiamo parlato nei numeri precedenti) a quella che è la vita della nostra piccola redazione e dei vari corrispondenti presenti nelle realtà che di volta in volta decidano di aderire alla nostra iniziativa. La necessità di dare voce alle esperienze di operatori e ragazzi del nostro centro si è via via sposata con l’allargarsi degli interessi e degli interessamenti da parte di coloro che venivano in contatto con noi. Naturalmente l’esperimento andrà avanti finché avremo mezzi ma soprattutto finché avrà vita e cioè capacità di aggregare e di interessare.
S.T. sta per sociotherapeutic e indica il processo che aggiunge alle qualità del giornalismo - ampiamente illustrate nelle scuole di giornalismo – le caratteristiche della socioterapia per ottenere un mix caratterizzato da alcuni punti fondamentali quali:
- il fatto di non considerare nulla come privo di importanza: naturalmente il dare importanza è una caratteristica tipicamente comunicativa e cioè umana. È il modo di leggere questo nostro mondo che conferisce ai segni di cui è cosparso la dignità del rilievo simbolico. Una volta si diceva che se un cane morde un uomo questo fatto è privo di importanza. Ma se un uomo morde un cane questa è una notizia. Ebbene seguendo gli insegnamenti di uno dei maestri della sociologia (N.Luhmann) qualunque elemento comunicativo diviene notizia purché di esso venga mostrata la dimensione sorprendente, innovativa, e conseguentemente venga confezionato in modo tale da potere suscitare quella particolare forma di lettura che la faccia apparire come nuova per il fruitore. È quel processo che chiamo creazione e offerta di senso;
- in secondo luogo, il fatto di imparare da ciò che si sperimenta rispetto al quale occorre cercare di confermare precedenti forme di lettura o di costruirne di nuove: la capacità di imparare è una facoltà fondamentale dell’S.T. Journalism. E questo è strettamente legato alla capacità di lettura - tradizionale o innovativa - dell’ambiente di cui parlavo al punto precedente. È quello che chiamo lo sviluppo e il potenziamento del senso;
- il terzo punto riguarda l’utilizzo della sociologia e della socioterapia per comprendere sia i fenomeni sociali in generale (per mezzo della prima) che il loro ancoraggio a livello individuale (per mezzo della seconda): è l’ambito della specializzazione del senso, della sua innovazione a partire dalla cognizione come processo istintuale (biologico) di conoscenza dell’ambiente – che in quanto tale è caratteristica definitoria di tutti gli organismi viventi – e che è la componente principale del senso comune per farlo evolvere in patrimonio specialistico in grado di orientare innovativamente l’agire dell’uomo;
- il quarto punto a integrazione dei tre precedenti, concerne la capacità di comprendere quello con cui si viene a contatto, al di là dei nostri pre-giudizi o grazie ad essi: i pre-giudizi non sono cattivi o buoni in astratto. Essi si possono trasformare sotto ai nostri occhi, durante il processo cognitivo, in funzione della particolarità delle situazioni e dei momenti di lettura, dei nostri stati interni, emotivi, o dei livelli di conoscenza posseduti. L’importante è che non si menta con se stessi. L’autoinganno diviene la vera trappola dovuta a motivi interni, a convenienze, a calcoli o interessi di parte, rispetto ai quali dobbiamo evitare di mettere in campo un meccanismo particolarmente insidioso: sappiamo di stare mentendo, decidiamo di farlo e alla fine ci comportiamo come se ci credessimo, anzi quasi quasi si finisce con il pensare che possa essere vero ciò che si sa essere falso. Il processo indicato in questo punto rende organiche e integrate le innovazioni del senso sia retroagendo sul tessuto conoscitivo posseduto che sviluppandolo;
- il quinto punto, riguarda l’agire nei termini di un costante rapporto educativo nei confronti dei fruitori: è quel legame comunicativo che permette all’opinione pubblica di crescere in parallelo con lo svilupparsi della conoscenza specialistica, attraverso la funzione del divulgare che è caratteristica precipua del giornalismo. In tale ottica esso diviene un momento organico e/o innovativo rispetto alle conoscenze di senso comune possedute da una certa popolazione in un certo periodo storico: la conoscenza in generale diviene così un processo vivo e vitale, funzione degli sviluppi teorici e della loro trasmissione agli appartenenti ad una certa cultura in modo tale da rendere sempre più attuale l’agire di questi ultimi.
Nel piccolo della nostra pubblicazione è ciò che cerchiamo di fare, in particolare con la rubrica “La stele di Rosetta”. Difficile ma, speriamo, comprensibile. La presenza dei testi on-line può permettere ad ogni fruitore di richiedere assistenza nella comprensione di passi specialistici che gli dovessero risultare oscuri. Questa è, per noi, l’integrazione tra i vari media.

 
 
*versione inglese di Barbara Barbieri