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Sociotherapeutic Journalism*
(Sociotherapeutic Journalism or : from comprehension -to divulgation
- to comprehension.)
Please, excuse my using an anglicism for describing our
experiment of a journalism
which tries to combine the theoretic reflections and the
sociotherapy experiences
(see the previous numbers as for a definition of " sociotherapy")
to what is the life of our small editorial staff and of the various
correspondents who, from time to time want to join our initiative.
The need of giving voice to the experiences of the operators and the
youth of our centre has ensued from the growing of interest and
attentions of those people, who were getting in touch with us.
Naturally the experiment will go on until we have funds but, above
all, as long as it has the force to aggregate and to interest. S.T.
stands for sociotherapeutic and indicates the term through which a
change is set with respect to the traditional journalism (largely
examined in the schools of journalism) and it concerns the
characteristics of sociotherapy and it aims at obtaining a mix, that
takes into consideration the following fundamental points:
-the first point is the fact of considering everything as worthy
of importance: of course "giving importance"is a typical
characteristic of communication and it is a human one.
It is the way of reading our world which attributes its signs
the dignity of the symbolic value. Once it was said that if a dog
bites a man it is a fact with no importance, but if a man bites a
dog this is a piece of news. Following the teachings of one of the
master of sociology (N. Luhmann) any communicative item becomes news
if the surprising, innovative dimension is shown, and if it is made
up so as to be able to give rise to that particular form of reading
which may appear new for the beneficiary. I call this process
creation and offering of sense.
-the second point is the fact of learning from what you
experiment, trying to confirm previous forms of reading or creating
some new ones: the ability to learn is a fundamental faculty of the
S.T.journalism. This is strictly connected to the capability of
reading (traditional or new) the environment, which I spoke about in
the preceding point. I call this process development and
strengthening of sense.
-the third point concerns the use of sociology and sociotherapy
for understanding both the social phenomenons (through the first)
and their link to the individual level (through the second): it is
the sphere of the sense, of its innovation starting from knowledge
as instinctual (biological) process of environmental experience-that
is a defining characteristic of all the living organisms-and that is
the principal component of common sense which may evolve in
specialistic heritage, able to guide innovatively the human acting.
-the fourth point concerns the ability to understand what we get
in touch with, beyond our predjudices or thanks to them: our
predjudices aren't good or bad in the abstract.
They can change under our eyes, during the cognitive process
according to the situations, the moments of reading, our inner
emotional states or the level of knowledge we have. The important
thing is not deceiving oneself. Self-deception becomes the true trap
caused by inner reasons, by conveniences, by calculations or party
interests, towards which we have to avoid to adopt a particular
insidious mechanism: we know we are lying, we decide to do it and in
the end we behave as if we believe in it, that is we end thinking
that what we know it is false, it could be true. The process
indicated in this point makes the innovations about sense organic
and integrated both making modifications to the cognitive tissue we
own and developing it.
-the fifth point concerns acting in terms of constant
educational relation towards the beneficiaries: it is that
communicative relation which let the public opinion grow, side by
side, with the developing of a specialistic knowledge, by the
function of divulgation, which is a specific characteristic of
journalism. From this point of view it becomes a systematic and / or
innovative step with respect to the knowledge of common sense which
is in possession of a certain population in a precise historical
period: thus knowledge becomes a living and vital process, a
function of the theoretical developments and of their communication
to the members of a certain culture so as to make their acting more
and more relevant. This is what we are trying to do in our
publication, small as it is, particularly in the survey "The Rosetta
Stone" which is surely difficult, but we hope understandable.
On-line texts allow each beneficiary to ask for assistance in the
explanation of specialistic passages, which should be difficult for
him/her. In our opinion, this is integration among the various
media.
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Giornalismo Socioterapeutico
Mi si perdoni l’anglicismo usato per descrivere
questo nostro esperimento di un giornalismo che cerca di
coniugare le riflessioni teoriche e le esperienze della
socioterapia (disciplina di cui abbiamo parlato nei numeri
precedenti) a quella che è la vita della nostra piccola
redazione e dei vari corrispondenti presenti nelle realtà che di
volta in volta decidano di aderire alla nostra iniziativa. La
necessità di dare voce alle esperienze di operatori e ragazzi
del nostro centro si è via via sposata con l’allargarsi degli
interessi e degli interessamenti da parte di coloro che venivano
in contatto con noi. Naturalmente l’esperimento andrà avanti
finché avremo mezzi ma soprattutto finché avrà vita e cioè
capacità di aggregare e di interessare.
S.T. sta per sociotherapeutic e indica il processo che
aggiunge alle qualità del giornalismo - ampiamente illustrate
nelle scuole di giornalismo – le caratteristiche della
socioterapia per ottenere un mix caratterizzato da alcuni punti
fondamentali quali:
- il fatto di non considerare nulla come privo di importanza:
naturalmente il dare importanza è una caratteristica tipicamente
comunicativa e cioè umana. È il modo di leggere questo nostro
mondo che conferisce ai segni di cui è cosparso la dignità del
rilievo simbolico. Una volta si diceva che se un cane morde un
uomo questo fatto è privo di importanza. Ma se un uomo morde un
cane questa è una notizia. Ebbene seguendo gli insegnamenti di
uno dei maestri della sociologia (N.Luhmann) qualunque elemento
comunicativo diviene notizia purché di esso venga mostrata la
dimensione sorprendente, innovativa, e conseguentemente venga
confezionato in modo tale da potere suscitare quella particolare
forma di lettura che la faccia apparire come nuova per il
fruitore. È quel processo che chiamo creazione e offerta di
senso;
- in secondo luogo, il fatto di imparare da ciò che si sperimenta
rispetto al quale occorre cercare di confermare precedenti forme
di lettura o di costruirne di nuove: la capacità di imparare è
una facoltà fondamentale dell’S.T. Journalism. E questo è
strettamente legato alla capacità di lettura - tradizionale o
innovativa - dell’ambiente di cui parlavo al punto precedente. È
quello che chiamo lo sviluppo e il potenziamento del senso;
- il terzo punto riguarda l’utilizzo della sociologia e della
socioterapia per comprendere sia i fenomeni sociali in generale
(per mezzo della prima) che il loro ancoraggio a livello
individuale (per mezzo della seconda): è l’ambito della
specializzazione del senso, della sua innovazione a partire
dalla cognizione come processo istintuale (biologico) di
conoscenza dell’ambiente – che in quanto tale è caratteristica
definitoria di tutti gli organismi viventi – e che è la
componente principale del senso comune per farlo evolvere in
patrimonio specialistico in grado di orientare innovativamente
l’agire dell’uomo;
- il quarto punto a integrazione dei tre precedenti, concerne la
capacità di comprendere quello con cui si viene a contatto, al
di là dei nostri pre-giudizi o grazie ad essi: i pre-giudizi non
sono cattivi o buoni in astratto. Essi si possono trasformare
sotto ai nostri occhi, durante il processo cognitivo, in
funzione della particolarità delle situazioni e dei momenti di
lettura, dei nostri stati interni, emotivi, o dei livelli di
conoscenza posseduti. L’importante è che non si menta con se
stessi. L’autoinganno diviene la vera trappola dovuta a motivi
interni, a convenienze, a calcoli o interessi di parte, rispetto
ai quali dobbiamo evitare di mettere in campo un meccanismo
particolarmente insidioso: sappiamo di stare mentendo, decidiamo
di farlo e alla fine ci comportiamo come se ci credessimo, anzi
quasi quasi si finisce con il pensare che possa essere vero ciò
che si sa essere falso. Il processo indicato in questo punto
rende organiche e integrate le innovazioni del senso sia
retroagendo sul tessuto conoscitivo posseduto che sviluppandolo;
- il quinto punto, riguarda l’agire nei termini di un costante
rapporto educativo nei confronti dei fruitori: è quel legame
comunicativo che permette all’opinione pubblica di crescere in
parallelo con lo svilupparsi della conoscenza specialistica,
attraverso la funzione del divulgare che è caratteristica
precipua del giornalismo. In tale ottica esso diviene un momento
organico e/o innovativo rispetto alle conoscenze di senso comune
possedute da una certa popolazione in un certo periodo storico:
la conoscenza in generale diviene così un processo vivo e
vitale, funzione degli sviluppi teorici e della loro
trasmissione agli appartenenti ad una certa cultura in modo tale
da rendere sempre più attuale l’agire di questi ultimi.
Nel piccolo della nostra pubblicazione è ciò che cerchiamo di
fare, in particolare con la rubrica “La stele di Rosetta”.
Difficile ma, speriamo, comprensibile. La presenza dei testi
on-line può permettere ad ogni fruitore di richiedere assistenza
nella comprensione di passi specialistici che gli dovessero
risultare oscuri. Questa è, per noi, l’integrazione tra i vari
media.
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